Saturday, May 17, 2008

Che cosa dobbiamo pensare?

Mi sento come se un vento incostante stesse spazzando il mio senso critico. A seconda delle necessita' i nostri politici ci spiegano come li dobbiamo vedere, non importa com'erano o cosa erano ieri, oggi sono NUOVI, da oggi, dicono, tutto cambia e tutto quello che sapevi non conta piu', non hanno passato, non hanno responsabilita' , non hanno frequentato nessuno, non c'erano e se c'erano dormivano. E noi che invece ci siamo adesso e c'eravamo anche prima che cosa dobbiamo pensare? Noi che abbiamo visto dimezzare il nostro potere d'acquisto, noi che per quindici anni abbiamo sub├Čto le discussioni infinite, gli insulti, i condoni, le delegittimazioni della magistratura, del governo, del buon senso, cosa ce ne dobbiamo fare dell'esperienza accumulata ? Dove dobbiamo mettere le evidenti promesse non mantenute, le palesi clientele, il pressapochismo, l'interesse privato degli amministratori, la sub-cultura televisiva che avvelena i nostri figli ? Mi rendo conto che sono considerazioni superficiali, capisco che siamo una societa' complessa che necessariamente deve vivere di compromessi e di mediazioni ma perche' il prezzo lo dobbiamo pagare solo noi ? Perche' ci sono due Italie ed una prevarica l'altra ? Perche' devo fingere di non vedere, di non sapere, di non avere piu' etica ? In fondo noi siamo quelli che vi danno da vivere, siamo gli eroi veri, quelli che per trent'anni si alzano alle sei per andare a lavorare, facciamo lavori veri, noiosi, faticosi, sempre uguali, ma quando la sera torniamo a casa abbiamo REALMENTE creato un valore, chiuso una pratica, finito un muretto, saldato un cancello.. qualcosa che al mattino non c'era adesso c'e' ed ha un valore reale. Non ci mettiamo "in mezzo" e vendiamo il lavoro degli altri, non speculiamo, non allunghiamo la filiera a sproposito. Siamo lo strumento, l'utensile, la cpu del sistema... dovrebbero avere piu' rispetto, in fondo, ma molto in fondo siamo i datori di lavoro ...