Thursday, August 31, 2017

Degenza

.Giovedi sera quel dolore al petto non lasciava dubbi. Dopo aver tentato invano di trattarlo come una fitta intercostale, mentendo prima di tutto a me stesso, decisi che non si poteva più aspettare, questa volta bisognava affrontare la questione, spaventando la famiglia e sprofondando nell'orrore dell'ospedale e dell'ignoto. Telefonata al 118. Arrivano subito. Ho 240 di pressione, il medico, pacato ma inflessibile mi comunica l'inevitabile: "deve andare in ospedale, adesso!". Ambulanza, terrore, vergogna e imbarazzo. Barba lunga da influenza, ciabatte, dignità zero. Arrivo al pronto soccorso che è già pieno, mi scoprono il torace, sono nudo, grasso e terrorizzato. Elettrodi adesivi, ago fisso in vena, misuratore di pressione sull'altro braccio, me la prova ogni quindici minuti e la invia al sistema di monitoraggio al quale sono collegato... Quando la massima supera i 180 il macchinario suona e lampeggia

Monday, June 27, 2016

Drum Cover: Richard Bona "Te Misea"


Un modo meraviglioso di suonare in 6/8.
Con un rispetto infinito accompagno il pezzo...

Ribaltamento


Succedono cose incomprensibili, la pancia vuole fare cose che la testa rifiuta e disprezza, il corpo si agita inutilmente facendo danni tutt'intorno. 
Questo tempo è la parafrasi della famosa favola nella quale gli arti si ribellavano gli uni contro gli altri. Forse andrebbe finalmente compreso che trasformare le persone in automi da consumo e distruggerne la capacità critica è relativamente utile al mercato e orribilmente dannoso per la civiltà.
Peraltro l'istinto di sopravvivenza induce, spesso in extremis, a saggi cambi di rotta ed anche le pance più oltranziste ritornano sui loro passi, correggendo il tiro.
Ce ne stiamo appesi alle pulsioni gastroenteriche di una società ignorante e presuntuosa, con al comando incompetenti tronfi e sguaiati nella loro stupidità.
La televisione sbraita populismi e dolore da operetta, la capacità di concentrazione massima per acquisire un concetto non supera il minuto e trenta, già questo scritto è troppo lungo per essere terminato, certamente chi sta leggendo avrà già percepito il "plunk" di whatsapp o il "tu-plink" di Facebook: qualcuno deve far sapere che sta guardando il tramonto o accarezzando il gatto...
Presto! corriamo a vedere e rispondiamo con l'immagine giusta, un selfie con la bocca a culo di gallina o la citazione "copia-incolla" mai compresa per davvero...adios asdasdlgj  Yjzldfjsdgù
sgusdgjishik  psdofg jpòsdgjdh+èdfghjdjapsogjb jdfòdhlkjdàfghò ,d ghldbn dgh jkdfòd sdfghglpshsg h slgksg jsdfgfh èdjh Utperyueopwi. Oggi conta solo l'immagine, allora cosa scrivo a fare? 
basta pigiare sui tasti e produrre quelle che sembrano parole... 

Thursday, December 31, 2015

Bestemmia

La percezione dell'assenza di futuro è dolore fisico e psicologico. Ogni gesto della vita ne viene influenzato, sporcato da quel senso di inutilità che la certezza della disgrazia incombente porta con se. Questa è paura vera, male vero. Nemmeno l'autocommiserazione serve più  a nulla. Serve solo coraggio, coraggio di continuare fingendo che ci sia una possibilità, una speranza, la proverbiale luce infondo al tunnel. Invece non c'è niente, lo sai benissimo, l'hai imparato in tutto questo tempo, non c'è luce da trovare, futuro da costruire, progetto da perseguire, non c'è niente. E intanto ti consumi, perdi energia, un pò come la morte bianca, il freddo cancella i dolori e ti abbandoni al sonno... Magari potessi farlo, lasciarmi andare in questa corrente implacabile, portami dove vuoi, non riesco più a lottare, non voglio più questa vita, che bestemmia enorme, non volere la vita.

Saturday, October 12, 2013

Sopracciglia

Aggrottare le sopracciglia assumendo una espressione corrucciata, ricaccia indietro le lacrime.

Thursday, June 20, 2013

Questione di abitudine

In fondo basta abituarsi.
Lentamente lasci indietro tutto quello che non ti puoi permettere.
E' meglio non voltarsi nemmeno indietro, vedere cosa lasci fa male.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
E' una abitudine semplice, non ti puoi permettere niente oltre la sopravvivenza, facile no?
Quello a cui non mi abituo sono le bugie che devo dire quando mi invitano ad un concerto, un ristorante, Umbria jazz, una giornata al mare, quando la convenienza di un paio di scarpe è reale ma il prezzo è comunque inarrivabile.
Non mi abituo nemmeno ai no che devo dire alle figlie, mentendo. "Lo faccio per la vostra educazione!"
non è vero, non ho i soldi, ma ho vergogna.
Care figlie, vostro padre non ce l'ha fatta, se lo sono mangiato vivo. Mentre vi parlava di onestà si stava facendo massacrare senza combattere. Un pirla. Ragazze, vi è andata male!

Saturday, January 12, 2013

Del sonno e della veglia

Ogni maledetta mattina apro gli occhi e, in quel breve attimo di stupore che passa tra il sonno ed il risveglio, non ho paura. La sera invece, non riesco ad andare a dormire, il cervello non si vuole arrendere, e' come se,  preferisse rimanere nel delirio della vita piuttosto che provare la meraviglia della pace per un solo brevissimo istante, una sola volta al giorno.

Sunday, December 16, 2012

Freddo

Non è l'inverno, non sono la nebbia o la neve, il ghiaccio è nato dentro la pancia, sulla schiena, nel cervello.
La paura raffredda, l'incertezza congela i pensieri sul nascere.
Vergogna, disagio, occhi bassi, camminare in fretta sperando di non incontrare nessuno che ti chieda come va, la testa fissa ai soldi, al lavoro che se ne va, alla dignità bruciata in un attimo.